Il professor Conte e le ventimila leghe sotto i mari



Caro Giuseppe Conte Professore Presidente, sono Felice che ti scrive da quest'Italia confusa e stupefatta dei tuoi mirabili tuffi mortali fra le urla di Lega e Cinquestella. Certo Mattarella vi è stato un po' di impicciment, ma pare che Padre Pio ci ha uno sguardo speciale per te e così l'italiani possono prendersi il governo che meritano.

Caro Conte Professore Presidente, sono lieto che sei riuscito a farti sbarcare sul governo da Salvini e Di Maio. E mi perdonerai per questo verbo sbarcare, che l'ho scritto senza offesa. È vero che il ministro Toninelli vuole che la parola SBARCO si sostituisce con la parola più umana BAGNOMARIA. Quindi, sarebbe meglio dire che ti hanno bagnomariato sul governo, come la nave Aquarius è stata umanamente bagnomariata con tutti i confort. Ma questa parola non l'ho trovata sul vocabolario.

Caro Conte Professore Presidente, certo Salvini e Di Maio finalmente si stanno scialando con il telecomando lanciandoti su questa terra italica di gente incattivita, come Super Mario nel Regno dei Funghi. Sono certo che sarà un bellissimo videogioco e che ci stupefarai con i tuoi salti doppi, tripli, all'indietro, a parete, a supercarica e a curriculo perdifiato, dove vince chi la spara più grossa e chi affonda più barchette sperse sul mare. Ma forse dobbiamo abituarci al rinnovellamento promesso e farci convinti che anche sul mare è finita la pacchia, che quest'estate sulla spiaggia i bagnini salveranno solo chi ci ha il passaporto. Abituarci, come dice Salvini, che c'è l'invasione e che è meglio sparare a vista a chi non ci ha il visto. Per lui, che è il ministro più nell'interno del governo e conosce il budello più profondo, l'Italia con questo governo si rinnovellerà a schiena dritta. Epperò ho capito che sarà meglio guardarsi le spalle. Infatti, ho paura che, con sta storia della lestissima difesa, ci possono capitare cose strane. Per esempio, se vai a comprare le sigarette e ti dimentichi di pagare, il tabaccaio, appena ti giri, ti può sparare tranquillamente sul cozzo, basta che grida LESTISSIMA DIFESA! Così, giustamente, ti dimostra, una volta per tutte, che il fumo uccide davvero, come c'è scritto sul pacchetto! Soprattutto se è a scrocco! Se poi sei nero, una fucilata te la becchi anche se raccatti le lamiere abbandonate e, come si è visto, a nessuno del tuo governo la morte di questo disgraziato Soumaila ci parse cosa grave. Ma il rinnovellamento, ho capito, non guarda in faccia nessuno, a parte gli affari degli amici del cuore, che, per la praivasy, i giornalisti è meglio che non ci ficcano il naso.

Caro Conte Professore Presidente, io per tua informazione ho finito la scuola serale e mi preparo all'esami di terza media. Come argomento a piacere ho deciso che porterò all'orali il libro di Giulio Verne “Ventimila leghe sotto i mari” che mi ha molto appassionato e te ne consiglio la lettura, se Di Maio e Casaltaleggio non ci hanno niente in contrario, che è meglio informarli visto che si tratta di un libro straniero, per di più francese. Però è meglio che a Salvini non gliene parli proprio... Infatti stanotte, dopo avermi addormito davanti la televisione, ho fatto un incubo che mi si è incollato al cervello come ventosa di polpo. E mi ho sognato che Salvini, disperato per la tristissima difesa che doveva combattere contro tutti gli assalitori d'Italia, si faceva costruire da Putin un Nautilus a forma di scorfano russo, armato di pinne di latta affilata, per ripulire i mari dai canotti e per togliersi lo sfizio di vedere ste ventimila leghe, che ovviamente il PD gli aveva nascosto. Nel mio sogno, vi imbarcavate sul sottomarino tu, Luigino e tutto il governo, tranne Vito Crimi che soffriva il mal di sottomare o sottovuoto e poi dice che non ci aveva il costume. Salvini stava incollato al periscopio, frugando fra i flutti del mare, Giorgetti scarabocchiava le mappe, Di Maio guardava la bussola come il quarto Mistero di Fatima (che il professore Lo Pinto dice che è quello del Reddito di Cittadinanza) e Giulia Bongiorno, la più scaltra, si fumava un cannone di alghe svizzere che le aveva prescritto con prescrizione il medico di Andreotti buonanima. Tu timonavi fiero, penzando all'invidia del collega presidente Macron, che senza la tecnologia e il genio leghista, gli immigrati, poveraccio, se li deve respingere a calci e trascinarli di peso oltreconfine, bambini e donne incinte comprese. Ed ecco, nel mio incubo, fra le onde è apparsa la zattera di Noè, che già altre volte avevo sognato. Allora gridavo, Noè scansati, ma lui serafico andava e parlò in modo assai strano e mi disse che scansarsi è impossibile, perché fra il mare e la riva ci sono le storie dei vivi e dei morti che tutto hanno perso per fame, guerre e strozzini e c'è una legge non scritta... Noè, e che cazzo, Scansati, gridavo, T'affondano a picco, legge o non legge! Ma lui serafico andava, portato dal vento, con la sua zattera di cassette di plastica e stendeva un cellofan di serra per vela. Salvini smaniava, puntando contro il vecchio Noè il Nautilus-scorfano. Il ministro Fontana, ai motori, spalava carbone e rideva, e le turbine fischiavano spingendo le eliche al massimo. L'equipaggio in preda alla foga da preda straniera affollava gli oblò. Salvini sbavava, Noè serafico andava, ripetendo che l'uomo una volta era pesce e un giorno sarà uccello se darà voce ai sogni di tutti...

Inzomma, caro Conte Professore Presidente, mi sono svegliato tutto sudato, mentre sullo schermo Bruno Vespa straparlava di Terza Repubblica, e ho penzato che sulle zattere puoi trovarci tutti i penzieri, volanti, striscianti e nuotanti, che su questo strano pianeta fanno la vita. E la vita prima o poi scavalca ogni muro. E quelli come Noè non si scanseranno, manco se ci hai un Nautilus-scorfano. E allora voi che farete?

E sono Felice, che ti saluta educato senz'altre parole, che la notte m'ha asciugato il cervello. Ciao Giuseppe.

Felice Sghimbescio

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