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Il primo post

E sono Felice

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Buongiorno a quelli che mi leggono su questo blogh.
Io sono Felice che è contento di scrivere per fare sapere quello che penza. E c’è da chiedersi perché. Ma non c’è risposta. Comunque è bello penzare che le parole si fanno un viaggio sulla carta come se saltassero sull'autobus solo per vedere dove porta. Tanto chi legge può penzare quello che vuole e al capolinea tornarsene indietro.

Felice, la Crusca e la pioggia nel pioggeto

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Care lettori e lettrici, sono Felice un po’ infelice che non ci siamo sentiti per un po’. Ma le vicende italiche, che vanno in cortocircuito un giorno sì e un giorno quasi, mi hanno imbrogliato quel po’ di logica che ancora il mio cervello maneggia e mi sono curato più nello spirito che nel comprendonio. Mi spiace che in questi ultimi passaggi delicati del Paese è mancato il mio contributo di opinionlider, specie per sostenere il nostro presidente Sergio che ci ha avuto le sue gatte da spellare a mani nude. Da oggi comunque voglio dedicarmi nei miei interventi soprattutto a temi culturali, e di sprofondamento spirituale, senza divagare nella politica che è già abbastanza divagata e svagata per i fatti suoi. Così oggi mi sono deciso a scrivere dal mio pertugio all’eccellenza della cultura italica.
Lettera dal pertugio al Presidente della Crusca
Gentile eccellenza e presidente della Crusca, so che sei il più accademico vigilantes di questa nostra lingua che anche io un po’ sfacciatamente mi…

Salvini, Tanina e la Luna

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Caro Matteo, ti scrivo con un po’ di educazione che in fondo siamo tutti esseri umani, anche se a volte un po’ meno, ché ci abbiamo il rigurgito idraulico della bestia preistorica, peggio del rutto di Totò Trasienesci, il principe dei posteggiatori del Superkoinad vicino casa mia. C’è chi s’ammala di bestialità per una disgrazia o per un’ingiustizia, chi perché ci avuto il trauma infantile per un pupazzo di Zorro fottuto dalli amici, chi non ci ha scuse e chi perché si ha sconvolto davanti alle poppe di Tanina di via Casalofio, roba che manco un tifone riesce a spostare, ma in fondo, in questo caso, si tratta solo di amore. E all’amore non si comanda, come ha detto qualche poeta. Purtroppo, come sai, il vento a volte si porta via il senno di tanti disgraziati e, come dice il professore Lo Pinto, bisogna poi andarlo a cercare sulla Luna e non è certo uno scherzo. Magari tu sulla Luna ci andresti a cercare quei 49 milioni di euri che si sono persi, non si sa come, dal salvadanaio della …

L’ambasciatore francese e l’afflizione della centrifuga

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Caro Cristian Masset, o meglio Christian (con l’acca) Ambasciatore della Francia, sono Felice che ti scrive amareggiato della dispiacevole situazione che ti ritrovi nel capocollo. Ti confesserò che a me invece viene il capogiro per cercare di capire la fantascienza dei ministeri e dei misteri d’Italia. Purtroppamente nell’Italia del cambiamento ci piace poco la diplomaticità e le male parole volano come le popcorn impazzite in padella. Onestamente, caro Christian (con l’acca), dovresti spiegare al tuo Presidente che qui nell’Italia del cambiamento noi ci abbiamo l’afflizione contagiosa della centrifuga impazzita. La chiacchiera cioè, si avviticchia fra furbate, bugie e sparate per coprire le bugie, peggio della lavatrice della signora Mugagnò che, quando fa il ciclo per il bianco a sessanta gradi, fonde tutte le resistenze elettriche, sfiamma dallo scarico e lancia il cestello a seimila giri, facendo tremare l’intero stabile. Regolarmente il signor Mugagnò si precipita in strada sicuro…

La Signora Befana e il fumaiolo della Sea Watch

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Cara Signora Befana d’Italia, sono Felice che ti scrive, anche se non è chiaro dove ci hai la residenza, se per caso ci hai un permesso di soggiorno italico o se devi nomadare all’infinito come pensa la Meloni. Non so nemmeno se ci hai diritto a qualche asilo umanitario o meno, se ci hai permesso del soggiorno scaduto e in fine se davvero esisti. Purnondimeno mi piace penzare, anche se non ci hai tutte le carte legali a posto, che qualcuno ci ha la stramberia di scriverti una lettera giusto a proposito, a suo rischio e pericolo. 
Cara Signora Befana d’Italia, oggi ti scrivo con soddisfazione e in confidenza, che mi sento un  po’ tuo collega, anche se di livello assai più ridotto. Infatti qui in via Casalofio mi hanno nominato Befana del condominio del numero 17bis, con con tanto di costume sgraffignato dal signor Bruschetta del quarto piano che lavorava alla lavanderia del Teatro dell’Opera. Certo al condominio 17bis non ci abbiamo i camini dove appendere le calzettone, ma solo una can…

Mattarella e il Finimondo

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Caro Presidente Sergio, sono Felice che ti scrive per la seconda volta in tre anni per darti mie notizie e non lasciarti nell’oscuro di quello che capita da queste parti, con la fiducia che questa lettera possa giungerti trovandoti di buon umore, nonostante i molti grattacapi che ci hai. Caro Presidente Sergio, in questi giorni di autunno italico spero anche che con la tua saggezza mi rifornirai di qualche buon consiglio, che per noi Italiani di via Casalofio ci vuole una bella aspirazione di fiducia. Infatti in giro se ne sentono di scotte e di crude e disgraziatamente la mia debole testa stenta di comprendonio e i penzieri come ceci nel brodo ribolliscono.

Infatti, caro Presidente Sergio, oggi ti scrivo per raccontarti lo strano sogno che ho fatto e che magari, per te che ci hai l’intelligenza della Costituzione abbastanza ferrata, potresti aiutarmi a capire dove stiamo andando a parare. Oppure, senza offesa, forse questo mio sogno potrebbe aiutare te a capire quanto i tuoi compaesan…

Oroscopo Sghimbescio d'autunno

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Oroscopo Sghimbescio d’autunno Tutte le dritte per i casi storti
Cari amici che mi leggete sopra questo blogh, ormai ci stiamo abbandonando sulle spalle questa estate, che non è stata la migliore da ricordare e ha lasciato in giro qualche osso fratturato. Ci abbiamo avuto, infatti, molto nervosismo nella complessità delle chiacchiere, ministri compresi. Fra i passatempi, alcuni si sono divertiti nella specialità della caccia alle persone di colore o a tirare coi fucili a piombini sui bambini zingari. Altri ci hanno avuto l’applicazione di chiudere i porti, lasciando i naufraghi a bagnomaria. I più scienziati si sono scialati alla caccia al vaccino meno obbligatorio possibile e i più arditi a farsi i selfi con Salvini e Di Maio, funerali compresi. Infatti, fra un temporale e l’altro, tante persone ci hanno lasciato, volando giù dai ponti, schiacciate nei pulmini mentre tornavano dal lavoro dai campi del pomodoro o sparati alle spalle se di colore. Qualcuno se ne andato silenziosamente, f…